L’autofiction di Di Matteo, un vero “Cunto de li cunti”

Dopo i 17 minuti in pianosequenza, anzi proprio macchina fissa, del Matteo nazionale, il video col botto e la lavagna, vuoi che non fosse sarebbe un sequel, una controstoria, insomma il video dell’altro, di Di Matteo inteso Nino, il procuratore antimafia?
10 AGO 20
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Dopo i 17 minuti in pianosequenza, anzi proprio macchina fissa, del Matteo nazionale, il video col botto e la lavagna, vuoi che non fosse sarebbe un sequel, una controstoria, insomma il video dell’altro, di Di Matteo inteso Nino, il procuratore antimafia? C’è sempre un’altra storia da raccontare agli italiani, e uno stato nell’antistato. Ieri sulla tv di Rep. Stilisticamente la differenza è che qui conta il dialogo (là era un monologo, of course) col giornalista di Radio Capital. Si presenta il libro “Collusi”, che Di Matteo ha scritto con il giornalista di Rep. Salvo Palazzolo. “Nel paese si respira aria di fastidio” è la battuta chiave, ma sarebbe anche un bel titolo. “Quando si alza il tiro delle inchieste c’è disinteresse” e “per fare il salto definitivo nella lotta alla mafia dobbiamo recidere i rapporti alti e altri”. E il giornalista: “Il terzo o quarto livello…”. Ascensore per il patibolo. L’autofiction narra il potere che “tende a preservare se stesso”, le “sentenze definitive che sono state ignorate o sottovalutate” e l’effetto che fa a un eroe questa “solidarietà oscillante”. Non ci resta che aspettare il terzo Matteo, inteso Garrone. Il titolo promette: “Il racconto dei racconti”.